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Donne cotte a puntino nella tela di uomini cuochi

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I mezzi pubblici milanesi alle 7.30 di lunedì possono essere un inferno, ma spesso questa massa di gente indistinta, stressata e in ritardo, può essere il luogo più interessante in cui trovarsi. Per due possibili motivi: la frenata brusca che ti spinge contro il manager sexy dall’altra parte della metro, con successivi annessi e connessi, e la possibilità di ascoltare le telefonate senza farsi troppi problemi.

Foodporn KraftMa, se nel primo caso si tratta più che altro di una fantasia tutta al femminile, la seconda capita spesso e volentieri. E la cosa può essere molto interessante, soprattutto se al telefono c’è il bel manager brizzolato che sta spiegando una ricetta: “Spina e pulisci il salmone affumicato, poi sminuzzalo. Mettilo nel frullatore con il mascarpone, la maionese, il burro, un cucchiaino di whisky, uno di succo di limone, sale e pepe e trita tutto fino a ottenere un impasto omogeneo. Lascialo riposare almeno un giorno. Servilo in coppette con un po’ di caviale rosso. Vedrai, le piacerà”. Ha ragione: io e la mia amica Bianca siamo cotte a puntino.

Non c’è niente da fare, noi donne non resistiamo a un uomo che cucina. Perché pensiamo che abbia i sensi più sviluppati degli altri e crediamo che applicherà sul nostro corpo la stessa perizia che mette ai fornelli. “Di certo sanno aspettare”, sospira maliziosa Bianca. Ma, in realtà, ci caschiamo sempre.

uomo ai fornelliFoodporn uomo cucinaPer tutta la giornata ho riflettuto sulla questione: dunque saper cucinare può davvero essere l’asso nella manica di un uomo? Bianca me ne dà una conferma: “Una volta ho accompagnato una mia amica a un weekend in una casa con piscina a Stresa. Era agosto e a Milano non c’era nessuno. Così, dissi di sì”. Durante il viaggio in macchina l’amica le raccontò che il padrone di casa era un attore teatrale che girava l’Italia con la sua compagnia. Bianca si immaginava una versione piemontese di Vittorio Gassman, ma si ritrovò di fronte al sosia di Gianni Ansaldi in Sapore di mare. Non le piaceva per niente. Poi qualcosa cambiò: lo vide in cucina. “Stava preparando la paella”.

Bianca mi raccontò che l’eleganza e la destrezza con cui sminuzzava gli ingredienti e puliva i frutti di mare, la fecero capitolare. “Mentre il profumo invadeva la stanza, mi sentivo sempre più eccitata e mi accorsi delle belle mani di quell’uomo. La Sangria fece il resto”. Purtroppo per Bianca, la notte d’amore non fu tanto gustosa come la paella. Ma comunque le virtù culinarie dell’uomo gli hanno dato una chance che altrimenti non avrebbe ottenuto. Bianca è preoccupata: “La golosità porta dritto alla lussuria! Se gli uomini avessero capito?”. Faccio una ricerca in internet: visto la grande richiesta alla scuola di cucina milanese Congusto ci sono i corsi per soli uomini… Ora sono preoccupata anche io!

Le fotografie di apertura sono tratte dalla campagna USA di Kraft.

 

Emma Recchi è la protagonista del film Io sono l’amore. Un nome a cui una giornalista del food si affida per raccontare storie semiserie di vita, di relazioni amorose e di rapporti di coppia, filtrate attraverso il calore della cucina. La “vera” Emma è una donna che improvvisa con le pentole e tra le lenzuola facendo del suo meglio, pentendosi ogni giorno delle occasioni perse di mangiare e fare l’amore e che crede che gola e lussuria siano gli unici peccati che vale la pena di commettere, perché, a differenza degli altri, portano dritto alla felicità.

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Xxxmas per food lover: quando l’albero… trema

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In un gruppo di persone sincere, la più sincera sarebbe senza dubbio la mia amica Lara. Così spudoratamente schietta da uscirsene in una sala silenziosa durante la presentazione milanese di “Tu come lo fai?”, l’ultimo libro di Alessandro Borghese, con: “Sono in astinenza da troppo tempo. E i miei fianchi ne sono una dimostrazione!”.

Cupcake-A-2Foodie all’ennesima potenza e cuoca provetta, Lara mi dice di essere preoccupata perché non facendo più tutta la ginnastica di quattro mesi fa (quando era fidanzata con un focoso idraulico siciliano, a conferma delle fantasie femminili), ora dovrà limitarsi nel mangiare: “Ma è impossibile anche perché, se non fai sesso, il cioccolato è indispensabile!”.

Tornando a casa immaginavo Lara come Miranda di Sex and the City sola sul divano ad abbuffarsi di Sacher torte. E, proprio da Sex and the City, ho avuto l’ispirazione. Certo continuerò a spingere Lara nella ricerca dell’amore di un uomo, ma momentaneamente, conosco da cosa “verrà il suo prossimo orgasmo”, per dirla alla Samantha: un nuovo vibratore. Se non il coniglio, uno che c’entri con la sfrenata passione culinaria di Lara.

Dildomaker2E nella mia ricerca tra i sex toy per foodie ne ho scoperte delle belle. Ce ne sono davvero per tutti i gusti: dai classici che evocano soluzioni tra il vintage e l’immaginario (come carote, pannocchie, banane fucsia e il “famosissimo” cetriolo), ideali per inguaribili vegane anche sotto le lenzuola, ai più girly, come la fragola o le palline da geisha a forma di ciliegie, in perfetto manga style.

Ma di certo, conoscendo la mia amica Lara, occorre qualcosa di molto più goloso, come i vibranti Donut, il ghiacciolo iScream o la Cupcake di Shiri Zinn (nella foto a destra). Da “accompagnare” a Chateau Blanc, una “bottiglia” di vino che, di certo, le toglierà ogni inibizione.

Ma alla fine, in attesa che il Dildomaker (nella foto a sinistra), una sorta di temperamatite gigante, ideato dal designer australiano Francesco Morackini, con il quale fare la “punta” ad esempio a carote, zucchine, patate, ghiaccio e salsicce sia messo -si spera- in commercio, io per Lara ho deciso di lasciare sotto all’albero il Xxxmas Cane Dildo. Di certo, la mattina di Natale, solo Lara intuirà che non è fatto di peppermint, ma che comunque servirà per pepare l’anno nuovo.

Nota del direttore: grazie Emma, sei sempre sul pezzo. Senza di te finirei per regalare noiose scatole di biscotti. A proposito: cosa desideri per Natale? 🙂

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Chef sexsymbol: siamo tutte foodie groupie

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“Ah, Joe! Mi fa un sesso”, mi dice la mia amica Bianca, bella e single pr milanese. “Vuoi che muoro?! Sono solo le 8 del mattino!”. A suscitare in lei la confessione è stata la notizia dell’apertura dell’Orsone, il ristorante della famiglia Bastianich a Cividale del Friuli.

Penso a Joe Bastianich. Ok, i gusti, in fatto di uomini e piatti, sono soggettivi, ma io non riesco proprio a immaginarmi mentre mi imbocca con Fried Mozzarella Sticks, preparati dalla (mia) improbabile suocera Lidia… forse con Piergiorgio Parini

Ecco, centrato il punto. Ormai ognuna di noi ha il suo sex symbol dei fornelli. Mentre Bianca si cuoce a puntino leggendo sull’iPhone le interviste rilasciate da Bastianich, immaginandoselo con quell’accento un po’ così mentre dice alla giornalista “La ricetta per conquistarmi: musica, cucina, sesso. O solo il terzo…”, io sono ormai convinta che gli chef siano le nuove rock star e noi, donne nate negli anni ’80, siamo pronte a indossare (o a toglierci) i panni di foodie groupie. Veri e propri schieramenti di fan agguerrite, così come accadde per i Rolling Stone vs i Beatles, pronte ad attraversare l’Italia per incontrare l’amato chef in ristoranti, manifestazioni, fiere e show cooking.

chef-sexyForse se fosse successo quando eravamo giovani avremmo attaccato nell’armadio il poster di Matias Perdomo in maglioncino Benetton, sognando che ogni mattina, dopo aver faticosamente scelto l’outfit, il suo caldo italiano dal sapore uruguaiano ci confermasse che, sì, siamo bellissime. O avremmo riempito le pagine dei diari con le foto di Carlo Cracco e di Jamie Olivier circondandole con i cuoricini. Ma invece siamo adulte e immaginiamo Chef Rubio in tutte le posizioni del Cookie sutra (versione foodie del Kama sutra). Come la mia vecchia amica Claudia, spiritosa agente immobiliare, che mi racconta il suo sogno erotico: catturare Alessandro Borghese, cospargerlo di tzatziki e “mangiarlo” come fosse un souvlaki. E Rebecca, insospettabile e dolcissima sposa, mamma e manager, che si tufferebbe volentieri in molti remake hollyFoodiani se l’attore protagonista fosse il bel Roberto Valbuzzi.


Tutto questo mi fa pensare che se siamo sempre casalinghe, lavoratrici, compagne, amanti o single disperate, è cambiata la nostra valvola di sfogo, immaginaria o reale per le più fortunate, e dal giardiniere o l’idraulico siamo passate ai cuochi. Probabilmente perché se siamo troppo esposte alle intemperie della società di oggi, non abbiamo forse più bisogno di rifugiarci attorno al focolare? Domestico o stellato che sia?

In fondo, da che mondo è mondo un uomo che cucina è sexy e ai fornelli anche ometti poco attraenti, se esperti ad armeggiare con padelle ed erbe aromatiche, possono trasformarsi in un cocktail micidiale per la libido femminile: attento, abile e paziente nel dosare gli ingredienti per la sua Torta al cioccolato, attento, abile e paziente nel procurarci piacere. O almeno, in teoria. E se così non fosse, possiamo sempre cercare di rendere reale la nostra fantasia, o almeno quella culinaria, facendoci invitare a cena nel ristorante del nostro chef dei sogni o concedendoci un personal chef.

Ma a volte, a un uomo può bastare anche solo l’impegno: tornare a casa alla sera e trovare il tuo compagno con grembiule, mestolo in una mano e pentola dall’altra mentre tenta di preparati la cena, te lo fa sembrare davvero figo. Anche se non ha usato lo scalogno.

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Quali i confini tra amore e appetito?

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La prima voce della lista per una felice vita amorosa, per molti, è il cibo. Cosa ancor più vera da un anno a questa parte, tempo del Food Porn, immagini che risvegliano i sensi dei foodie come probabilmente fece Playboy nel 1953.

Oggi più che mai vale la teoria che “i confini tra l’amore e l’appetito a volte sono completamente labili da confondersi completamente”, come ha detto Isabel Allende; come fondamentale è il “prendere un uomo, o una donna, per la gola”. Perché, oggi, se sbagli il ristorante al primo appuntamento, non ci sarà nessun dopo cena; se non sai ordinare il vino giusto sei un analfabeta del gusto.

Errori imperdonabili nell’universo dei fissati del cibo, che quando capitano sono pronti a rifugiarsi in una tavoletta di cioccolato di Modica dell’Antica Dolceria Bonajuto, perché, si sa, spesso “il cioccolato è meglio del sesso”. Possibile? Forse. In fondo con il cibo, almeno quando ti affidi alle mani esperte di uno chef fidato, stellato o no che sia, il godimento è assicurato; mentre spesso con lo speed date sessual-culinario è come pescare nella scatola di Forrest Gump: non sai mai quello che ti capita.

E così, ecco la nostra mystery box amorosa, fatta di divertenti aneddoti di vita vissuta e improvvisazioni reali tra le lenzuola e le pentole, che, analizzate partendo dalle moderne ossessioni sul cibo e condite con un pizzico di ironia Q.B., possono aiutarci, forse, a non fare impazzire le nostre relazioni come la maionese.

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