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A gennaio si celebra il Blue Monday, il giorno più triste dell’intero anno

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Le vacanze invernali sono terminate, le feste sono già un lontano ricordo e, per giunta, gennaio sembra essere un mese senza fine. Per di più il 17 è il giorno più triste del 2022, e per fortuna non è un venerdì. Infatti, il terzo lunedì di gennaio è il Blue Monday, per l’appunto la giornata più deprimente dell’intero anno.

L’“invenzione” del Blue Monday risale al 2005 quando lo psicologo della Cardiff University Cliff Arnall mise a punto un’equazione per calcolare il giorno con il più elevato fattore di depressione. I parametri presi in esame per questo calcolo sono svariati e comprendono, ad esempio, le rigide temperature invernali, la capacità di fronteggiare i debiti accumulati durante il periodo natalizio, i giorni trascorsi dal Natale e quelli dall’ultima paga, il fallimento dei buoni propositi che si erano prefissati per il nuovo anno, le ore di luce medie e i bassi livelli di motivazione. L’equazione non ha, ovviamente, alcuna validità scientifica, eppure ogni anno se ne parla e si cercano rimedi per affrontare la tristezza, spesso frutto di un’autoconvinzione, che questa giornata porta con sé.

La fortuna del Blue Monday è legata a un comunicato stampa dell’ormai defunto canale televisivo Sky Travel. L’emittente rese noti i calcoli dell’equazione e giocò sul fatto che un bel viaggio potesse essere la soluzione migliore per combattere la tristezza. Insomma, fu una sorprendente campagna pubblicitaria sostenuta da una teoria pseudoscientifica “scoperta” da uno psicologo. E non c’è nulla di meglio del marketing ben fatto e di una teoria per nulla credibile per far sì che, ogni gennaio, le persone ne parlino e si sentano veramente depresse.

Per correre ai ripari dopo aver gettato il mondo nello sconforto, Cliff Arnall individuò in seguito la formula dell’Happiest Day of the Year. Il giorno più felice dell’anno cade in occasione del solstizio d’estate, tra il 21 e il 24 giugno. Questo calcolo, che tiene conto di parametri come il tempo trascorso all’aria aperta, il desiderio di andare in vacanza, i ricordi d’infanzia legati all’estate e le piacevoli temperature del periodo, è stato commissionato allo psicologo dalla Wall’s, il marchio di gelati che in Italia è conosciuto come Algida.

Ma per quale ragione il colore blu è associato a sentimenti negativi come la tristezza e la malinconia? L’origine è legata alla cultura anglosassone. Geoffrey Chaucer – l’autore de I racconti di Canterbury – nel poema The Complaint of Mars, risalente circa al 1385, scrive: «With blue tears and with wounded heart, take your leave», ovvero: «Con le lacrime blu e il cuore ferito, prendi congedo». Il termine blue, nel corso della storia, è stato utilizzato per indicare la depressione causata dalle possessioni demoniache. Questa credenza ha dato origine al termine blue devils, utilizzato per indicare i demoni portatori di svilimento. Nel trattato A Dissertation upon Laughter del 1750 è riportato che la risata è un esercizio di salute utile a smuovere il sangue ed esorcizzare quei blue devils che frequentemente si impossessano del nostro corpo mortale. È proprio per via di questi diavoli di colore blu che, dalla metà circa del Settecento, il concetto di the blues acquisisce il significato di depressione e profonda infelicità.

Alla fine, che sia gennaio o che sia giugno, la certezza è una soltanto: il lunedì è sempre il giorno più difficile da affrontare.

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Hygge, la via danese per la felicità e il benessere è molto più di uno stile di vita

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C’è un sentimento che la stagione fredda porta con sé, una sensazione che nel corso dell’autunno e dell’inverno è amplificata dal bisogno di ricercare uno spazio proprio in cui trascorrere il tempo, in attesa dell’arrivo della primavera. Si tratta dell’hygge, una filosofia di vita scandinava.

Hygge, la cui pronuncia è ügghe, è una parola di origine danese intraducibile in italiano che indica quella sensazione di accoglienza, calore e intimità che nasce da una situazione di benessere o appagamento. L’hygge, come il wabi sabi in Giappone, permea la cultura danese e, in generale, quella nordica in ogni suo aspetto: è un’emozione innata per i danesi, un qualcosa a loro così famigliare che ne scandisce la quotidianità e che sta alla base della ricercata felicità scandinava.

La parola deriva dal norvegese hugga, termine risalente al XVI secolo che significa “consolare, confortare” e, allo stesso tempo, il concetto di hygge si rifà a quello svedese di lagom, una sorta di moderazione mossa dall’equità e dall’uguaglianza. Ciò a dimostrazione del fatto che questo modo di affrontare la quotidianità è trasversale a tutti i Paesi del Nord Europa.

L’hygge ha conosciuto un vero e proprio boom al di fuori dei confini della Danimarca tra il 2016 e il 2017, e da quel momento si è proposto come una tendenza a livello mondiale. In Regno Unito, nel 2016, il termine hygge è entrato nella classifica delle parole dell’anno, su Pinterest, alla fine dello stesso, la sua ricerca è cresciuta del 285% e a oggi su Instagram l’hashtag #hygge conta otto milioni e mezzo di post.

Il grande successo dell’hygge può essere imputato a due fattori tra loro complementari: il bisogno di rallentare per apprezzare le piccole cose e uno stile d’arredo facilmente riconoscibile che, negli ultimi tempi, è diventato di gran moda.

Uscire per una scampagnata in bicicletta ammirando la natura circostante, organizzare una cena tra amici in cui condividere piatti semplici e saporiti, sorseggiare in un piovoso pomeriggio una tazza di tè o di cioccolata calda contando le gocce di pioggia che corrono sulla finestra, gustare una fetta di torta nella propria pasticceria preferita mentre si sfoglia un romanzo: questi sono alcuni dei gesti, semplici e naturali, che esprimono appieno la filosofia dell’hygge.

Secondo l’hygge, la casa diventa un nido, un rifugio in cui trascorrere momenti gratificanti da passare sia in solitudine sia in compagnia; per questa ragione colori, materiali e complementi d’arredo rivestono un ruolo importante nella creazione di uno spazio hyggelig. I toni neutri e naturali sono i più indicati: colori come il beige, il marrone chiaro, il grigio e il bianco costituiscono la palette base alla quale, per creare uno stacco cromatico, è possibile aggiungere il nero e il blu oltremare, ma anche un tocco di verde, dato da fiori e piante. Queste ultime, infatti, contribuiscono a rendere l’ambiente più confortevole aumentando il senso di benessere.

Tra i materiali, i più impiegati sono quelli naturali: la pietra con la sua consistenza materica, il cemento ruvido al tatto, il legno, meglio se grezzo o massello, e le fibre vegetali. A questi si possono accostare pelle, cuoio e metalli, senza che la loro presenza si faccia invadente; da evitare invece la plastica.

L’hygge rimanda a uno stile essenziale e minimale, il quale prevede che la maggior parte degli oggetti posseduti non sia esposta ma conservata con cura in armadi e cassetti. Ci sono, però, dei complementi d’arredo irrinunciabili, necessari per rendere hyggelig la propria casa. Una stufa a legna o un camino concorrono ad aumentare il senso di accoglienza e convivialità e possono essere considerati come l’elemento cardine da cui iniziare ad arredare il soggiorno; attorno a essi si possono disporre una libreria e una poltrona, così da creare un piccolo angolo lettura, e un tavolino, per godere di una lenta merenda davanti al fuoco che crepita. Inoltre, non devono mancare fiori essiccati posti in piccoli vasi, candele profumate, meglio se prodotte con cera di soia, e coperte di lana. Per finire, è bene prediligere i grandi spazi e optare, se possibile, per un open space in cui bilanciare i vuoti e i pieni.

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Quattro serie tv da non perdere per trascorrere queste giornate invernali

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Con l’arrivo dell’inverno, piace a tutti trascorrere del tempo a casa. E cosa c’è di meglio di mettersi comodi sul divano e guardare compulsivamente la propria serie tv preferita? Ecco le novità per questa stagione.

Gossip Girl

Seconda stagione
Sky e Now

La seconda stagione di Gossip Girl ha debuttato lo scorso dicembre e ancora una volta gli abitanti di Manhattan dovranno prestare molta attenzione a quanto verrà scritto e diffuso su di loro tramite i social. La serie è ambientata dieci anni dopo la conclusione dell’originale e, nonostante il tempo trascorso, non sembra intenzionata a dare tregua ai rampolli dell’élite newyorkese, controllandone e rendendone pubbliche le vite. Nuove alleanze e vecchie inimicizie caratterizzeranno il secondo semestre dell’ultimo anno alla Constance Billard.

Mercoledì

Prima stagione
Netflix

Il genio di Tim Burton è approdato sul piccolo schermo, e il risultato è una delle serie più amate degli ultimi mesi: Mercoledì. Tra il fantasy e il noir, la serie ruota attorno all’iconico personaggio di Mercoledì Addams che alla Nevermore Academy, una scuola per persone con poteri paranormali, si ritroverà a sventare una follia omicida e far luce su un segreto di famiglia. Gli elementi che ne hanno decretato il successo sono facilmente individuabili: atmosfere dark, drammi giovanili e un balletto diventato virale su TikTok.

Emily in Paris

Terza stagione
Netflix

Alla sua uscita, un paragone con Sex and the City era quasi inevitabile – l’ideatore è difatti lo stesso, Darren Star –, ma giunta alla terza stagione Emily in Paris si rivela una delle serie più simpatiche e irriverenti dell’immenso catalogo di Netflix. Trasferitasi a Parigi per lavoro, la giovane Emily Cooper si è ritrovata in un mondo a lei sconosciuto dove, tra alti e bassi e amori complicati, è partita alla conquista della Ville Lumière, grazie anche ai suoi look pazzeschi che in questa nuova stagione non mancano di certo.

Me, Miskina

Prima stagione
Prime Video

Miope, disoccupata e senza un fidanzato: è così che si presenta la trentenne Fara, la protagonista di Me, Miskina, una nuovissima commedia francese disponibile su Prime Video. Finché un giorno arriva anche per lei il momento di prendere in mano la propria vita e fare delle scelte: il migliore amico, che forse è proprio l’uomo della sua vita, o un nuovo ragazzo un po’ pazzo innamorato di lei? Proteggere la madre ancora legata al passato o ricucire il rapporto con suo padre? Scelte difficili che cambieranno la sua esistenza.

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Pantone ha decretato il “color of the year“: il mondo si tinge di Viva Magenta

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Per mezzo del colore abbiamo il potere di influenzare il mondo, di affermare ed esprimere chi siamo e di renderci immediatamente riconoscibili, sia a livello individuale che sociale. Il colore trascende il tempo e le epoche storiche, ne diviene il simbolo, e in quanto linguaggio visivo è trasversale a ogni cultura: si fa così il mezzo tramite il quale possiamo connetterci e aprirci al prossimo.

Questa è l’essenza di Viva Magenta 18-1750, il colore Pantone del 2023. Viva Magenta è una tonalità della grande famiglia dei rossi, ispirato al famoso rosso cocciniglia, che esprime vigore, vivacità e una nuova forma di forza. È un colore coraggioso e intrepido, la cui esuberanza promuove la sperimentazione e l’espressione di sé, accoglie chiunque con una verve ottimistica e ribelle. È un colore pulsante, pieno di spirito e inclusivo.

Dal punto di vista tecnico Viva Magenta è un rosso cremisi sfumato (il rosso è il colore che celebra la vita) che presenta un ottimo equilibrio tra tonalità calde e fredde, un colore ibrido a cavallo tra il mondo fisico e quello virtuale. Dopo i difficili anni della pandemia – i cui colori sono stati il Classic Blue per il 2020, la coppia Ultimate Grey e Illuminating per il 2021 e il Very Peri per il 2022 –, Viva Magenta risponde al bisogno collettivo di forza e offre quella sicurezza e quella motivazione di cui abbiamo bisogno per resistere agli eventi dirompenti di lungo termine, tanto da essere definito una tonalità non convenzionale per un tempo non convenzionale. Viva Magenta sa infondere una grazia feroce, intrisa di divertimento e fiducia, che permette di poter affrontare il mondo con la giusta predisposizione.

Viva Magenta è capace di raccontare la realtà che stiamo vivendo, immersa nella tecnologia e che ci rende più sempre connessi gli uni con gli altri. Così per il quarto anno consecutivo, Pantone e Artechouse, un’organizzazione che combina arte e tecnologia, hanno dato vita a The Magentaverse, un’installazione immersiva – fruibile nella sede di Miami di Artechouse – che permette di esplorare in modo fisico e virtuale il rapporto tra natura e tecnologia che domina il colore dell’anno 2023, attraverso una serie di stanze in cui Viva Magenta si dispiega in ogni sua forma.

La scelta del colore dell’anno avviene, dal 2000, ogni mese di dicembre ed è il frutto del lungo lavoro di un team di esperti del Pantone Color Institute che monitora le tendenze di colore a livello globale. Non si limita a farlo solo per quei settori dove i colori rivestono un ruolo cruciale, come la moda e il design, ma esamina tutto ciò che è nuovo e stimolante, dagli eventi sportivi ai fatti politici, dalla cucina alla scienza, per scegliere un colore che rispecchi un momento storico-culturale ben preciso. Pantone con la sua scelta fissa degli standard di stile che, allo stesso tempo, sono uno specchio del mondo che verrà.

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