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A tu per tu con Christian Mandura: il vegetale al centro della sua cucina
Un solo bancone con appena dieci posti, un salottino dove degustare gli appetizer e il vegetale al centro: questo è Unforgettable Experience, il ristorante di Torino, in via Lorenzo Valerio 5/b, guidato dallo chef Christian Mandura.
Classe 1990, torinese di nascita ma dalle origini croate, Christian Mandura, conclusi gli studi all’alberghiero, ha lavorato alla locanda Frà Fiusch di Revigliasco, al Noma di Copenaghen e al Ristorante Del Cambio di Torino, per poi, nel 2015, sperimentare la sua visione culinaria al Geranio di Chieri, il ristorante di famiglia. Tuttavia, la vera svolta è arrivata nel 2019 con l’apertura, nella città sabauda, di Unforgettable, che proprio quest’anno ha ottenuto la prima stella Michelin. Nel locale dai volti in pietra e dall’illuminazione minimale, la brigata di cucina e il personale di sala sono una grande squadra unita: i cinque giovani che la compongono sono cuochi, camerieri, sommelier e lavapiatti.
Vegetale al centro: tre parole che riassumono il concetto di Unforgettable. Il vegetale – il mondo verso cui il futuro e la sostenibilità si stanno dirigendo – è al centro del piatto: dal classico ruolo marginale che in genere riveste diventa il vero protagonista, mentre, in senso opposto, le proteine, che siano di carne o di pesce, vengono spostate alla sinistra del piatto divenendone il contorno. Attraverso una lavorazione circolare del vegetale, si evitano scarti e sprechi: ogni parte, anche la meno nobile viene utilizzata.
Il concetto di lavorazione circolare è applicato anche ai piatti di Paradigma – Il paradiso degli animali, una saletta situata al primo piano di Unforgettable dove, a un tavolo per quattro persone, si ribalta quanto avviene al piano inferiore. Qui, le proteine animali tornano a rivestire un ruolo primario. Carne e pesce si alternano in base alla stagionalità, e di un animale viene servita ogni sua parte. Ad accompagnare solo verdure selvatiche, per la cui raccolta Mandura si appoggia a un team di consulenti che si occupa di foraging. E così, nella piccola sala al piano superiore la sostenibilità si fa punto di incontro con il bancone di Unforgettable, nonostante l’apparente antitesi.
Abbiamo rivolto allo chef alcune domande. Le risposte sono senza fronzoli, dirette, quasi ermetiche. Anche questo aspetto però ci piace.
Chi è Christian Mandura sia dentro che fuori la cucina di Unforgettable Experience e Paradigma?
Un uomo di trentun anni con l’ambizione di lasciare qualcosa di buono a chi lo circonda, che sia sul lavoro o nella vita privata.



Unforgettable Experience, il tuo primo locale inaugurato nel 2019, si basa sul concetto di “vegetale al centro”. Puoi spiegarci questa filosofia?
Vegetale al centro era una necessità: ridisegnare l’equilibrio della tavola classica mettendo il vegetale al centro e la carne e il pesce servirli come contorno; ho voluto dare uno sguardo laterale che sensibilizza il consumo di carne e pesce, ma non li esclude assolutamente.
L’ultima edizione della Guida Michelin ti ha assegnato una stella: cosa rappresenta per te tutto questo?
Sicuramente un bel riconoscimento per il nostro format che si disconnette in maniera totale dal ristorante classico: una conferma che però viviamo come punto di partenza.
La filosofia che ritroviamo nel tuo ristorante può essere un modello da mettere in pratica anche nella vita di tutti i giorni?
Assolutamente può essere un regime alimentare che si adotta quotidianamente. Da un punto di vista nutrizionale, è realmente sostenibile.
Paradigma sovverte quanto viene proposto nel locale sottostante. A cosa è dovuta la scelta di porre al centro dei piatti la carne?
Dalla voglia di mettersi in gioco, dalla voglia di puntualizzare che la carne va consumata ma deve essere fatto in maniera etica e sostenibile, e noi crediamo di farlo servendo ogni parte di un intero animale.



In quale modo le concezioni dei due ristoranti, che sembrano essere agli antipodi, possono risultare complementari?
Sono assolutamente coerenti perché non abbiamo mai escluso carne e pesce e ora il dialogo tra i vegetali e la carne coesiste nello stesso luogo.
Quale piatto consideri il tuo signature dish?
Tutti quelli che serviamo. Ogni collezione rappresenta una stagione e lo fa nel migliore dei nostri modi.
Qual è il tuo rapporto con il gin e, in generale, con i distillati?
Un rapporto in costante evoluzione, alla ricerca della qualità e delle storie che appartengono al vostro mondo.
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La rivincita del cavolo: l’ingrediente umile diventa protagonista
Per decenni il cavolo ha occupato un ruolo marginale nell’immaginario gastronomico: ingrediente invernale, domestico, spesso associato a una cucina di necessità più che di scelta. Oggi, invece, si trova al centro di una riscoperta che va oltre la moda e tocca questioni più profonde.
Il cavolo funziona perché risponde perfettamente alle esigenze della cucina contemporanea. È economico, stagionale, resistente alle trasformazioni e capace di sviluppare complessità aromatica con tecniche semplici. Arrostiture spinte, fermentazioni, cotture lente o rapide: poche verdure si prestano a interpretazioni così diverse senza perdere identità.
Ma il suo ritorno non è solo tecnico. Il cavolo rappresenta una presa di distanza da una cucina costruita sull’eccezionalità costante. È un ingrediente che non promette stupore immediato, ma profondità. Richiede tempo, attenzione, spesso pazienza. In cambio, restituisce sapori pieni e una sensazione di sostanza che molti piatti più “nobili” faticano a offrire.
Nel racconto gastronomico del 2026, il cavolo diventa simbolo di una cucina meno ansiosa di dimostrare qualcosa. Una cucina che accetta la semplicità come valore, non come limite. Non è un caso che venga scelto soprattutto da chi lavora su menu vegetali o su riletture della tradizione.
La sua rivincita non riguarda solo il cavolo in sé, ma ciò che rappresenta: un ritorno alla materia prima come centro del discorso, senza bisogno di effetti speciali.
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Cosa mangeremo davvero nel 2026, tra previsioni, abitudini e realtà
Ogni fine anno il racconto gastronomico si riempie di previsioni: ingredienti destinati a dominare i menu, tecniche che promettono di cambiare il modo di cucinare, nuovi rituali di consumo pronti a imporsi come inevitabili. Il 2026 non fa eccezione. Ma se si osserva con attenzione, emerge una verità meno spettacolare: il futuro del cibo raramente arriva come una rottura netta, più spesso si manifesta come una lenta sedimentazione.
Ciò che si mangerà nel 2026 non sarà il risultato di un colpo di genio collettivo, bensì la prosecuzione di un percorso già avviato. Le grandi direttrici sono ormai chiare: attenzione al benessere, bisogno di conforto, richiesta di semplicità. Non si tratta di mode improvvise, ma di risposte a stili di vita sempre più frammentati, in cui il tempo dedicato al cibo si riduce mentre cresce il suo valore simbolico.

Da un lato, aumenta l’interesse per alimenti percepiti come funzionali: ricchi di fibre, fermentati, “puliti” nella lista ingredienti. Dall’altro, resistono — e anzi si rafforzano — piatti che parlano di casa, memoria, ripetizione. Il comfort food non scompare, cambia linguaggio: meno eccessi, meno provocazioni, più riconoscibilità.
Il 2026 segna anche un ridimensionamento dell’estetica a tutti i costi. Dopo anni di piatti pensati per essere fotografati prima ancora che mangiati, si fa strada una cucina meno urlata, più solida, in cui il gusto torna a essere il criterio principale. Non è una rivoluzione, ma un riequilibrio.
Alla fine, più che chiederci cosa mangeremo, la domanda utile è un’altra: perché mangiamo come mangiamo. Ed è lì che il 2026 inizia davvero a dire qualcosa di nuovo.
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Enogastronomia: gli eventi imperdibili dei primi mesi del 2025
Il 2025 inaugura il calendario enogastronomico con quattro eventi di rilievo: Sigep a Rimini, Hospitality a Riva del Garda, Taste a Firenze e Identità Golose a Milano. Appuntamenti chiave che offriranno agli operatori del settore un mix di aggiornamenti professionali, networking e ispirazione.
Sigep – Rimini, 18-22 gennaio
Il Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianale e Caffè (Sigep) rappresenta un appuntamento imprescindibile per i professionisti del dolciario artigianale. L’edizione 2025 si terrà dal 18 al 22 gennaio al Rimini Expo Centre e promette un’esperienza ricca di contenuti, con focus sulle ultime innovazioni in tecnologie, ingredienti e packaging per il settore. Il programma include masterclass, competizioni internazionali e talk tematici con esperti di spicco. Una vetrina completa per le eccellenze italiane e internazionali, che offre opportunità uniche per scoprire nuove tendenze e ampliare il proprio network.
Hospitality – Riva del Garda, 5-8 febbraio
Tra i più importanti eventi dedicati all’ospitalità e alla ristorazione, Hospitality festeggia la 48ª edizione consolidando il suo ruolo di piattaforma per le ultime innovazioni del settore. I visitatori potranno esplorare aree tematiche come il design di interni, le tecnologie per la ristorazione e il mondo delle bevande. Tra le novità dell’edizione 2025, una maggiore attenzione alla sostenibilità, con spazi dedicati alle soluzioni green per hotel e ristoranti. Un ricco programma di workshop e seminari sarà inoltre l’occasione per approfondire le nuove strategie di marketing e gestione.
Taste – Firenze, 8-10 febbraio
Organizzato da Pitti Immagine, Taste celebra l’artigianalità e l’innovazione nel mondo enogastronomico. L’evento si svolgerà nella storica Fortezza da Basso e accoglierà più di 400 espositori provenienti da tutta Italia. L’edizione 2025 darà particolare risalto ai piccoli produttori che reinterpretano tradizioni locali con un approccio contemporaneo. Oltre alla sezione espositiva, il Taste Ring ospiterà talk tematici moderati da esperti del settore per esplorare argomenti come sostenibilità e tendenze di consumo. Da non perdere il FuoriDiTaste, il programma parallelo che animerà Firenze con degustazioni e cene esclusive nei luoghi più iconici della città.
Identità Golose – Milano, 22-24 febbraio
Il congresso internazionale dedicato alla cucina e alla pasticceria d’autore torna per il suo 20° anniversario con il tema “Identità Future: 20 anni di nuove idee in cucina”. L’evento si terrà presso il moderno Allianz MiCo e ospiterà chef di fama mondiale, pronti a condividere la loro visione sull’evoluzione del settore. Tra le aree tematiche spiccano Identità di Pizza, Identità Cocktail e Identità Dolce, oltre a focus su sostenibilità e innovazione tecnologica. Quest’anno verrà introdotto uno spazio dedicato alle startup che propongono soluzioni innovative per la ristorazione.
Questi appuntamenti offrono opportunità preziose per ampliare la rete di contatti, scoprire nuove tendenze e approfondire tematiche cruciali per il futuro del settore enogastronomico.
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