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“Unici” presentano la Truffle Experience e due new entry nel gruppo

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Due grandi novità all’interno di UNICI, il gruppo delle eccellenze gastronomiche italiane, che si allarga e, da Savini Tartufi, a Forcoli, ha presentato i nuovi membri: La Via del Tè e La Nicchia Pantelleria.

Ursini, Savini Tartufi, Biscottificio Mattei Deseo, Pasta Mancini, Il Borgo del Balsamico, La Via del Tè e La Nicchia Pantelleria sono le realtà gastronomiche che formano Unici, il gruppo che dal 2011 ha deciso di unire i propri talenti per raggiungere obiettivi ambiziosi come l’eccellenza nella qualità dei prodotti e nell’originalità dell’immagine. È ormai tradizione l’appuntamento che ogni anno vede protagoniste le realtà gastronomiche del gruppo per dare risalto alle novità e per aprire le porte di una delle aziende. Quest’anno, il 29 settembre per l’esattezza, l’evento si è svolto da Savini Tartufi, a Forcoli, tra Pisa e Pontedera.

Durante la giornata è stato possibile prendere parte a una Truffle Experience che ha permesso agli ospiti di vivere al meglio l’esperienza del tartufo direttamente nel bosco, accompagnati dalla mitica mascotte di casa Savini, il cane da tartufo Giotto.
Nell’arco della giornata i banchi per l’assaggio dei prodotti e per approfondire sulla storia di ogni “Unico” sono stati a disposizione della stampa e dei clienti invitati e, alle ore 12.00, si è tenuto un incontro dal titolo: “Che cosa significa essere produttore di qualità, la chiave del successo di piccole-medie imprese di Italian Food” che ha messo in luce segreti e accortezze per puntare all’eccellenza e al successo. Ogni Unico ha presentato la propria case history raccontando il proprio caso aziendale e mettendo in luce le idee di ciascuno, relative allo sviluppo e al mantenimento del proprio business e della brand image e spiegando come il comparto dell’eccellenza food riesce a reagire alle difficoltà del sistema italiano e della crisi.

unici4Il tutto è stato condito dallo Chef stellato Marco Stabile dell’Ora d’Aria di Firenze, che ha orchestrato la giornata con i suoi abbinamenti, in cui sono stati protagonisti i prodotti delle aziende in questione. Tra i piatti ricordiamo i Fusilli burro e acciughe al tartufo, pomodorini semisecchi, le Mezze maniche con pesto al basilico e tartufo, capperi croccanti, gli Spaghetti con salsa di capperi, la Tartare di manzo marinata alla “Grinta”, affettato di tartufo, biscotti della Salute di kamut, la Crema di patate con pestato del Trabocco, pomodorini rossi semisecchi e Condimento alla mela Dolcemente, l’uovo cotto nel tè King Jasmine, insalata di finocchi nocciole e agrumi con condimento del Borgo Satin, la Crema di tè Leggenda di Boboli, Biscotti di Prato e Gocce di Aceto Balsamico Tradizionale di RE e infine i Tuffoli cotti nel Tè Sogno di Michelangelo, l’Elisir di Zibibbo e i Cookies al cioccolato. Ad affiancare le delizie gastronomiche, i vini di Marchesi Antinori che da 26 generazioni è sinonimo di eccellenza: Scabrezza 2013 (100% Pinot Bianco) da Tenuta Monteloro di Fiesole e Achelo 2012 (100% Syrah) dalla Fattoria La Braccesca di Cortona.

Un bel pomeriggio autunnale di fine settembre che ha, come ogni anno, raccontato l’eccellenza grazie a sette attori, “Unici” nel loro genere.

Siamo bravi, belli e buoni. O almeno siamo convinti di esserlo! Amiamo cucinare, mangiare, bere, viaggiare, fotografare, conoscere e, in generale, ci lasciamo attrarre da tutto quel che merita un approfondimento. Viviamo lasciandoci calamitare da tutto ciò che piace e ci impegniamo a raccontarlo nel migliore dei modi. Altre nostre grandi passioni: gli animali domestici, l'orticoltura, gli alimenti genuini e sani e l'attività fisica. Come puoi interagire con noi? Scrivici a redazione@zedmag.it

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La rivincita del cavolo: l’ingrediente umile diventa protagonista

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Per decenni il cavolo ha occupato un ruolo marginale nell’immaginario gastronomico: ingrediente invernale, domestico, spesso associato a una cucina di necessità più che di scelta. Oggi, invece, si trova al centro di una riscoperta che va oltre la moda e tocca questioni più profonde.

Il cavolo funziona perché risponde perfettamente alle esigenze della cucina contemporanea. È economico, stagionale, resistente alle trasformazioni e capace di sviluppare complessità aromatica con tecniche semplici. Arrostiture spinte, fermentazioni, cotture lente o rapide: poche verdure si prestano a interpretazioni così diverse senza perdere identità.

Ma il suo ritorno non è solo tecnico. Il cavolo rappresenta una presa di distanza da una cucina costruita sull’eccezionalità costante. È un ingrediente che non promette stupore immediato, ma profondità. Richiede tempo, attenzione, spesso pazienza. In cambio, restituisce sapori pieni e una sensazione di sostanza che molti piatti più “nobili” faticano a offrire.

Nel racconto gastronomico del 2026, il cavolo diventa simbolo di una cucina meno ansiosa di dimostrare qualcosa. Una cucina che accetta la semplicità come valore, non come limite. Non è un caso che venga scelto soprattutto da chi lavora su menu vegetali o su riletture della tradizione.

La sua rivincita non riguarda solo il cavolo in sé, ma ciò che rappresenta: un ritorno alla materia prima come centro del discorso, senza bisogno di effetti speciali.

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Cosa mangeremo davvero nel 2026, tra previsioni, abitudini e realtà

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Ogni fine anno il racconto gastronomico si riempie di previsioni: ingredienti destinati a dominare i menu, tecniche che promettono di cambiare il modo di cucinare, nuovi rituali di consumo pronti a imporsi come inevitabili. Il 2026 non fa eccezione. Ma se si osserva con attenzione, emerge una verità meno spettacolare: il futuro del cibo raramente arriva come una rottura netta, più spesso si manifesta come una lenta sedimentazione.

Ciò che si mangerà nel 2026 non sarà il risultato di un colpo di genio collettivo, bensì la prosecuzione di un percorso già avviato. Le grandi direttrici sono ormai chiare: attenzione al benessere, bisogno di conforto, richiesta di semplicità. Non si tratta di mode improvvise, ma di risposte a stili di vita sempre più frammentati, in cui il tempo dedicato al cibo si riduce mentre cresce il suo valore simbolico.

Da un lato, aumenta l’interesse per alimenti percepiti come funzionali: ricchi di fibre, fermentati, “puliti” nella lista ingredienti. Dall’altro, resistono — e anzi si rafforzano — piatti che parlano di casa, memoria, ripetizione. Il comfort food non scompare, cambia linguaggio: meno eccessi, meno provocazioni, più riconoscibilità.

Il 2026 segna anche un ridimensionamento dell’estetica a tutti i costi. Dopo anni di piatti pensati per essere fotografati prima ancora che mangiati, si fa strada una cucina meno urlata, più solida, in cui il gusto torna a essere il criterio principale. Non è una rivoluzione, ma un riequilibrio.

Alla fine, più che chiederci cosa mangeremo, la domanda utile è un’altra: perché mangiamo come mangiamo. Ed è lì che il 2026 inizia davvero a dire qualcosa di nuovo.

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Enogastronomia: gli eventi imperdibili dei primi mesi del 2025

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Il 2025 inaugura il calendario enogastronomico con quattro eventi di rilievo: Sigep a Rimini, Hospitality a Riva del Garda, Taste a Firenze e Identità Golose a Milano. Appuntamenti chiave che offriranno agli operatori del settore un mix di aggiornamenti professionali, networking e ispirazione.

Sigep – Rimini, 18-22 gennaio

Il Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianale e Caffè (Sigep) rappresenta un appuntamento imprescindibile per i professionisti del dolciario artigianale. L’edizione 2025 si terrà dal 18 al 22 gennaio al Rimini Expo Centre e promette un’esperienza ricca di contenuti, con focus sulle ultime innovazioni in tecnologie, ingredienti e packaging per il settore. Il programma include masterclass, competizioni internazionali e talk tematici con esperti di spicco. Una vetrina completa per le eccellenze italiane e internazionali, che offre opportunità uniche per scoprire nuove tendenze e ampliare il proprio network.

Hospitality – Riva del Garda, 5-8 febbraio

Tra i più importanti eventi dedicati all’ospitalità e alla ristorazione, Hospitality festeggia la 48ª edizione consolidando il suo ruolo di piattaforma per le ultime innovazioni del settore. I visitatori potranno esplorare aree tematiche come il design di interni, le tecnologie per la ristorazione e il mondo delle bevande. Tra le novità dell’edizione 2025, una maggiore attenzione alla sostenibilità, con spazi dedicati alle soluzioni green per hotel e ristoranti. Un ricco programma di workshop e seminari sarà inoltre l’occasione per approfondire le nuove strategie di marketing e gestione.

Taste – Firenze, 8-10 febbraio

Organizzato da Pitti Immagine, Taste celebra l’artigianalità e l’innovazione nel mondo enogastronomico. L’evento si svolgerà nella storica Fortezza da Basso e accoglierà più di 400 espositori provenienti da tutta Italia. L’edizione 2025 darà particolare risalto ai piccoli produttori che reinterpretano tradizioni locali con un approccio contemporaneo. Oltre alla sezione espositiva, il Taste Ring ospiterà talk tematici moderati da esperti del settore per esplorare argomenti come sostenibilità e tendenze di consumo. Da non perdere il FuoriDiTaste, il programma parallelo che animerà Firenze con degustazioni e cene esclusive nei luoghi più iconici della città.

Identità Golose – Milano, 22-24 febbraio

Il congresso internazionale dedicato alla cucina e alla pasticceria d’autore torna per il suo 20° anniversario con il tema “Identità Future: 20 anni di nuove idee in cucina”. L’evento si terrà presso il moderno Allianz MiCo e ospiterà chef di fama mondiale, pronti a condividere la loro visione sull’evoluzione del settore. Tra le aree tematiche spiccano Identità di Pizza, Identità Cocktail e Identità Dolce, oltre a focus su sostenibilità e innovazione tecnologica. Quest’anno verrà introdotto uno spazio dedicato alle startup che propongono soluzioni innovative per la ristorazione.

Questi appuntamenti offrono opportunità preziose per ampliare la rete di contatti, scoprire nuove tendenze e approfondire tematiche cruciali per il futuro del settore enogastronomico.

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